I reperti più antichi fanno risalire l’origine della vitis vinifera tra l’Iran e il Caucaso meridionale, in una regione un tempo nota come Colchide (Georgia occidentale). Nel corso dei secoli però, la vite e il vino hanno iniziato diffondersi in tutto il mondo sino ad affermare la propria presenza in tutti i continenti.

Le principali regioni vitivinicole si trovano per lo più tra il 30 ° e il 50 ° parallelo di latitudine nord e sud, ovvero nella zona temperata. Questo è infatti il clima ideale per la coltivazione della vitis vinifera, sia sotto l’aspetto qualitativo che economico. Per quanto riguarda l’altitudine di coltivazione, questa può essere maggiore quanto più bassa è la latitudine: in Cile ad esempio i vigneti danno ottimi risultati ad un’altitudine di 600 metri, in Argentina a 800 metri, mentre le zone dei grands crus dello Champagne si assestano tra i 140 ei 180 metri, per giungere ai grandi vigneti della Borgogna che non superano i 50-60 metri sul livello del mare.

Il clima ideale non è però l’unica chiave per un raccolto di qualità. Sin dai tempi remoti è noto che i vigneti situati sulle colline danno i frutti migliori. Qual è il segreto? I pendii ripidi favoriscono un migliore drenaggio dell’acqua e aumentano la concentrazione della luce solare che favorisce la crescita vegetativa della pianta, nonché una migliore maturazione dei frutti. È chiaro che i vigneti esposti a sud ricevono più sole e questa è esattamente la condizione necessaria per i vigneti delle zone del nord.


Tipi di terreno e caratteristiche del vino

La vite può adattarsi a qualsiasi tipo di terreno, ma un fattore come il suolo gioca un ruolo importante nella coltivazione del vigneto e nelle proprietà organolettiche del vino che ne deriva, dovute alla presenza dei minerali contenuti nel terreno stesso.

Terreni sabbiosi

I vini che ne derivano non ostentano il loro colore né la loro struttura, ma questi vini si distinguono dagli altri per la loro raffinatezza e delicatezza.

Terreni calcarei

I vini che ne derivano sono profumati, ricchi di alcol e raffinati.

Terreni ciottolosi

Da questi si ottengono vini di buona gradazione alcolica e di alta qualità.

Terreni argillosi

Da questi ne derivano vini strutturati con un elevato grado di acidità, adatti a un lungo invecchiamento.


I principali sistemi di allevamento

Anche il fattore umano gioca un ruolo di primaria importanza. Il sistema di coltivazione, una corretta potatura e l’utilizzo di fertilizzanti permette di ottenere uve migliori e vino di qualità.

Alberate

sistema di coltivazione presente nella tradizione della viticoltura italiana (regione Campania), che prevede l’utilizzo di altre specie di piante (alberi) come base per la vite.

Alberello

sistema in cui la vite non supera i 30-40 cm dal suolo. Un tale sistema è tipico delle zone calde e ventose (Pantelleria).

Pergola

una caratteristica di un tale sistema è la formazione del cosiddetto tetto verde.

Cordone speronato

caratterizzato dall’altezza del tronco della vite, che può raggiungere un metro di altezza. La potatura è fatta in modo di sviluppare un andamento orizzontale su un filo di ferro sul quale si trovano gli speroni, i tralci.

Guyot

sistema di allevamento e potatura della vite che permette di modificare e migliorare la crescita della pianta e dei suoi frutti. La potatura a Guyot permette un buon arieggiamento ed un ottima esposizione delle foglie.


Lo stesso tipo di vite impiantato in zone con differenti condizioni climatiche e differenti tipologie di terreno darà un’uva con diverse caratteristiche. Sulla base di ciò, i francesi hanno coniato il termine terroir, ovvero una combinazione di fattori che influenzano la coltivazione del vigneto.